Edizioni Il Pavone Blog: “È NATALE PER TUTTI” di Maria Cristina Folino (Racconto Gratuito: Natale ’11)

Staff di Edizioni Il Pavone 20 dicembre 2011 0

È NATALE PER TUTTI
di Maria Cristina Folino

 

Conosco da poco mia madre, ma l’ho sempre ammirata. Specialmente in questo periodo di feste, è lei la donna più bella, attiva e trendy del momento; frequenta locali very cool e organizza eventi seguitissimi. Ieri è andata da Maximall per fare spese, e ne ha approfittato per comprare alle sue tre sorelle tre cadeaux supergriffati: un cappello, una borsa e una cintura molto particolari, che non possono non piacere.
Mia madre è una donna davvero alla moda. Lo è sempre stata, e io cerco di prendere esempio da lei: il suo stile è sempre fresco, accattivante, glamour. Ma è anche una donna intelligente: si è laureata molto presto per la sua età, e già lavora come manager di un’importante azienda. Il suo modo di pensare, parlare e comportarsi ha affascinato molti uomini che tuttora le fanno la corte; tuttavia, lei non si è mai sposata, rifiuta categoricamente l’idea. Io le riconosco, oltre a questo, un altro difetto: quando viene Natale, e i suoi genitori e le sorelle allestiscono un grande albero tutti insieme, lei è l’unica che se ne sta nella sua stanza, con le cuffie dell’iPod nelle orecchie e la mano agile sul mouse, persa nei suoi mille impegni e pensieri vari. Non le importa granché del Natale. Anzi, proprio per niente.
Per lei non c’è differenza se si preparano ghirlande o agrifogli o angioletti negli angoli della casa o candeline o stelle di natale, purché venga servito del caviale con un ottimo champagne e si partecipi all’happy hour della Vigilia. Inoltre, mia madre è la più gettonata delle sue amiche, e se non c’è lei, la festa non può cominciare: perciò non manca mai agli eventi mondani. E dire che era partita dal nulla. Al liceo, era la più inutile e sfigata della classe. Me l’ha raccontato lei senza accorgersene: siamo quasi telepatiche.
Io adoro il Natale, perché è la festa più calda, magica e gioiosa dell’anno; inoltre credo in Dio, perciò riesco a godermi questo periodo ancora di più. Per mia madre, invece, il Natale è solo una piacevole parentesi tra un anno e l’altro: infatti è atea.
Non vi ho ancora detto il suo nome, giusto? Si chiama Angelica. Strano, perché di angelico ha ben poco, essendo una donna forte ed energica.
Ogni tanto le parlo e non so se mi sente. “Angelica, perché non festeggi il Natale? Il tuo cuore ne ha bisogno. In questa vita fatta di corse frenetiche, costellata delle critiche altrui, dovrai pur fermarti a contemplare le stelle prima o poi!”
Niente, non mi ascolta. Parla con un’amica di uno sfigato che le ha spezzato il cuore. Non vuole vederlo mai più. Si mette a piangere. Allora provo ad accarezzarla, consolarla. Quell’uomo è stato davvero cattivo, è vero; l’ha tradita in un momento di défaillance. Ma è pur sempre mio padre! Perdonalo, mamma, è Natale. È Natale per tutti.
Se solo tu, invece di pensare a scegliere la custodia più trendy per il suo iPad, gli avessi sorriso qualche volta in più, sarebbe stato certamente tutto diverso! In fondo lui voleva soltanto un po’ d’affetto. Ma tu sei così orgogliosa e distante! Non avevi capito che stavi costruendo un muro tra di voi? Lo stesso muro che ti separa anche da tutti gli altri! Un muro che è il tuo scudo, ma che ti fa male…
Cara mamma, in fondo è Natale. C’è una seconda chance per tutti. Perché non mi senti? Perché giri il volto di scatto? Sono tua figlia, non lo capisci?
Eccome, se mi capisce. È andata dall’ “oracolo delle neomamme”, il ginecologo. Ora è ufficiale. È incinta dell’uomo che l’ha tradito. È fuori di sé: non vuole permettergli di rovinarle la vita. Mia madre è atea. Abortirà.
Il giorno dopo, come se avesse presagito qualcosa, mio padre passa a trovarla con un mazzo di rose. Le chiede scusa per la prima volta. Lei è meravigliata, non pensava che un tipo tanto snob potesse perfino ammettere i propri errori. Da dentro la pancia, ascolto attentamente la loro conversazione.
“E così ci si rivede”.
“Senti, Angelica, sono stato un cretino. Un vero cretino. Ma…”
“Ti avevo detto che non sopporto i doppiogiochisti. Era già palese che tu avessi un debole per quella Erica. E allora, sai che ti dico? Tienitela stretta!”
“Ma Angelica, io amo te! Ti ho amata sin dal primo giorno. Erica è solo un incidente. E allora, non posso chiederti scusa?”
“Chiedermi scusa!”
Mia madre non può proprio sopportarlo. È troppo orgogliosa, e odia essere presa in giro. Lo congeda restituendogli le rose, e lo manda via. Poi la sento mormorare tra sé: “Devo abortire al più presto”. Piango. Mi hai fatto piangere per la prima volta, mamma. Non senti come piango? Angelica si fissa allo specchio, e si accarezza la pancia. Chissà se mi riconosce, se mi capisce, se le piaccio. Io fremo per lei. La amo con tutta me stessa, perché lei è la mia cara mamma. Ti prego, non uccidermi. Chissà se mi sente…
Negli ultimi quindici giorni non ha fatto altro che riflettere. Ogni tanto ha provato un po’ di nostalgia dei bei momenti trascorsi con Luca, ma ora è arrivato il momento dell’aborto, e niente la fermerà. Entra in ospedale. Ma Luca l’ha preceduta.
“Sai perché non riesci a perdonarmi? Perché non riesci a perdonare te stessa! Non capisci come sia possibile che il tuo mondo perfetto si sia peso una pausa – tanto da concederti di amarmi, e di concepire questa bellissima creatura! Sai bene quanto desideravo avere un figlio, e quindi ora credi che, abortendo, riuscirai a punirmi? Ma la cosa più importante è: in questo modo, tu sarai davvero felice?”
Angelica ha un sussulto. Per la prima volta il suo mondo perfetto si è incrinato, e ha realizzato di essere una mamma.
“Sarò felice se tu sparirai.”
“Io sparirò, se è quello che vuoi. Ma ti amerò comunque.”
Improvvisamente, la mamma ha uno scatto d’ira. Tutto questo non era nei suoi piani. E lei è una donna abituata a perseguire tenacemente i propri obiettivi. Entra nella sala operatoria. Ti prego Dio, se esisti, aiutami! Io voglio vivere!!! Mamma, non senti che sto pregando? Ora piango di nuovo, ma più forte. La mamma mi sente tremare. Poi sente la voce di Luca. Mamma, è Natale… anche per te! È Natale per tutti.
Questa volta è diverso, non morirà nessuno. Così ha deciso Angelica. Esce fuori dalla sala e dà un bacio a Luca. Anche il suo amore per il mio papà non morirà mai. Insieme a loro, vivrò il mio primo Natale, e sono sicura che non potrò mai dimenticarmelo. Benedetta sia la mia mamma, che mi ha messa al mondo e mi ha chiamata Stella. E benedette siano tutte le donne di cuore che fanno rinascere ogni giorno un po’ di Natale nelle loro vite! Auguri!

Scheda autrice: http://mcfolino.edizioni-ilpavone.com

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