Disponibile sul nostro canale youtube, l’intervista del mese dedicata all’autrice… Aura Conte. Leggi la trascrizione qui…
Purpureo, Re-Birth, Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
La saga di purpureo è nata durante la mia adolescenza, in quel periodo stavo scrivendo un racconto in episodi fantasy, purtroppo in esso sono stata costretta ad effettuare molti tagli … così ho deciso di far nascere qualcosa di nuovo da quei personaggi scartati.
Purpureo, Re-Birth, Ci parli un po’ dei personaggi…
Vi sono due protagonisti principali: Eric e Rebecca.
Rebecca, è una normalissima ventenne che non sa cosa vuole della sua vita ragazza, non sa cosa farà della sua vita, però che conduce molti “studi”, cosciente che essi non le daranno mai un lavoro fisso, e proprio a causa di questi si trova nei guai, perchè troppo curiosa e stupida, almeno questo è quello che lei pensa in un primo momento.
Dall’altra parte invece abbiamo Eric: che sa esattamente cosa vuole dalla sua vita, è l’opposto di rebecca, da quelli stessi studi vuole scappare e non ne vuole sapere più niente, poiché gli sono stati imposti con la forza, l’unico suo problema è che non capisce che sono la chiave della sua vita.
Nel libro inoltre troviamo la figura di Goran: che non deve rappresentare un cattivo per eccellenza o nella classicità l’unica cosa che volevo esprimere con questo personaggio era la sua strana forma di coerenza di avere dentro di sé il male più assoluto nell’imporre dolore negli altri. Non m’interessava inserirlo nel classico stereotipo del grande cattivo. Inoltre posso dire che quello che “sembra”, all’interno del primo libro, di Goran, è solo la punta dell’iceberg.
Poi vi sono dei personaggi secondari che sono di diversa forma non solo esseri viventi, io reputo dei personaggi anche le città all’interno dei miei testi, qui abbiamo Nizza, New York, Londra e Roma. Volevo solo dare la possibilità ad ogni lettore d’immedesimarsi in un contesto o in un personaggio.
Purpureo, Re-Birth, Come mai ha scelto uno stile narrativo alternato?
Era l’unico modo per lasciare entrare il lettore nei desideri e nelle insicurezze insidi nella psiche di ogni personaggio, per me è stato un lavoro prettamente psicologico che con la narrazione in prima persona sia fatta da un personaggio o da un narratore probabilmente avrei perso.
Purpureo, Re-Birth, Cosa giudica di diverso dagli altri libri del genere?
Dietro ogni mio libro c’è un lavoro di richerca molto fitto ed ognuno di essi si basa su fatti storici realmente accaduti o ispirati ad essi e poi narrati in metafore. Per esempio all’interno della saga di Purpureo, già dal primo libro (Re-Birth) vengono citate delle tavolette Etrusche che in realtà sono state realmente trovate, degli avvenimenti storici come la peste in Europa del 1600, o anche i luoghi, tutti i luoghi citati all’interno sono luoghi ove io ho personalmente vissuto o camminato. Quindi non è un lavoro di semplice e pura finzione ma si basa su delle forme reali. E’ come se voglio che le persone quando leggono il testo possano dire “Ecco, questo può anche accadermi” anche se si tratta di mero fantasy.
Strawberry Fields, Come è nato?
E’ nato sotto le metafore, in pochi giorni, stesura finale in meno di due mesi, non doveva esserci, non dovevo scriverlo, eppure alla fine esiste.
Straberry Fields, Come mai è passata da un genere narrativo come il fantasy horror alla fiaba?
Semplicemente perché come la vita è sempre diversa anche se noi ce ne accorgiamo raramente, io sento il bisogno di non essere fissata su un unico genere.
Strawberry Fields, Di cosa tratta?
E’ una fiaba in piena regola, narra le vicende di Fiammetta, una principessa che è costretta a prendere marito, ma che non riesciuscendosi ad innamorare viene esiliata ai confini del proprio regno. Ed anche se lì si crea una sorta di universo ovattato, alla fine la realtà irrompe, attraverso una guerra tra popoli.
Strawberry Fields, a che pubblico vuole rivolgersi?
Probabilmente si rivolge a chiunque solo perché dietro ogni racconto ci sono centinaia di metafore, nel mio testo almeno è così, se un bambino riesce a vedere solo un corvo che ride di sicuro, un adulto, sa che dietro ogni corvo vi è una metafora molto più grande, quindi ognuno può vederla a modo proprio e leggerla con la propria personale chiave.
Come mai gli autori di oggi tendono a scrivere saghe? Cosa li spinge?
In realtà penso che… l’unica saga che io abbia scritto sia Purpureo, Strawberry Fields è solo una raccolta di fiabe. Il distacco dai personaggi fa male, in tutti i sensi, perché vi sono autori che pensano di essere i loro personaggi quindi distaccarsi da essi è come distaccarsi dal proprio sé. Io non scrivo in modo autobiografico o basato su personaggi reali, non ho “altereghi” e roba varia, semplicemente mi piace sognare e lasciarmi andare nei sogni. Forse bisogna solo avere il proprio libro, la propria vita, a parte dai nostri libri, per riuscire a distaccarci da essi, però questo ovviamente, è una cosa che riguarda la persona che riesce a costruirsi una vita o meno, con umiltà a tal punto da non sentire il necessario bisogno di essere protagonista per forza e solo dei propri testi. I libri non servono solo lasciar sognare stessi autori, ma anche a far sognare gli altri, i lettori, e se ci radichiamo in una forma di egocentrismo troppo forte, li fermiamo. Perchè scrivere è una semplice forma d’arte, e l’arte non può mai essere una copia di qualcos’altro, deve essere originale come la nostra vita, quindi bisogna solo bilanciare, scrivere un libro non è scrivere un diario dei propri pensieri perché ovviamente sui nostri pensieri personali, sulla nostra vita, non è che un’altra persona può sempre riuscire a sognarci.
Perché leggere i suoi libri?
Forse la domanda è perché no? Perché non leggere? Voglio dire, io capisco chi non ha tempo di leggere ma è come se queste persone abbiano deciso che nella loro vita da svegli debbano smettere di sognare, un libro non è così impegnativo come si pensa, basta superare la prima pagina, l’apertura del libro stesso o del file, in caso di ebook, non c’è bisogno di dire “devo prendermi tempo” “devo trovare il tempo di leggere”… con enfasi, è semplicemente la più grande cavolata e scusa che si può trovare… I miei libri, penso, che servano a sognare in questo oceano di… sapete cosa… un modo di sfuggire allo stress pensando che magari esiste altro, un posto dove non possa accadere il peggio, anche se nei libri horror è un po’ difficile, o solo per scappare, scappare da tutto, non fa tanto male leggerli, non sono tanto differenti dai film, in realtà forse sono meglio di essi… ma non ditelo in giro.










