SENZA MUSICA
Sto correndo a perdifiato. Corro per non arrivare tardi in discoteca. In discoteca? Sono dunque pazzo?
La strada è buia. Completamente. Chi ha tolto la corrente elettrica al quartiere? La periferia è una brutta zona per correre. Rischi di calpestare vetri rotti e coltelli. Ancora non capisco. Si può sapere perché corro a quest’ora disperatamente verso la discoteca, attraverso il buio più totale?
Sono le otto, dovrei essere a casa a vedere quello stupido documentario sui mostri di Halloween.
E poi c’è puzza di zolfo. Che strano.
Ecco la discoteca: brilla in lontananza, è l’unica luce nell’arco di cinque isolati. Non si sente volare una mosca. Che succede? Sto correndo verso il nulla, come una zanzara verso una lampada al neon? Corro, ormai, da così tanto tempo che non ce la faccio neanche a respirare. Qualcuno viene a prendermi; due tizi mi mantengono in piedi, uno a destra e uno a sinistra. Mi fanno camminare con la forza.
Chi è quel tipo orrendo all’ingresso? Ha un viso che sembra una maschera, col sorriso arricciato all’insù. Ma non è un sorriso, è un ghigno osceno. Mi afferra la mano. Tira fuori dalla tasca un ago, e mi punge sul dorso: sulla mano compare la scritta “Losed”. Perduto.
I due tizi mi spingono attraverso la porta. Non si sente alcun rumore, sono tutti zitti. Tutti chi? Nella sala rosso fuoco non c’è nessuno. Vado al centro della pista, e mi metto a ballare. Ballare? Per giunta senza la musica? Devo essere completamente pazzo.
– Cosa desideri?
– Chi è che parla?
– Non sta parlando nessuno. Cos’è che desideri?
– Voglio stare seduto sul mio divano, a guardare quel documentario.
Esce fuori da un’ombra, il mio televisore. Anch’esso brilla. E sta trasmettendo proprio il programma che ho chiesto. Ma perché sto ballando sul mio divano? E chi è questa gente che si diverte a casa mia, e balla nel mio salotto? Io non ho mai visto queste persone. Hanno tutte il marchio “Losed”.
– Che schifo di desiderio, potevi farci ballare con qualche bella donna!
Chi è questo cafone? Non lo conosco. Mi avvicino ed esplodo.
– Ma si può sapere chi ti ha invitato? Questa è casa mia!
– Sembra casa tua, amico – e mi batte una mano sulla spalla.
– Non capisco.
– Balla con noi! – mi gridano delle donne orribili. Hanno gli occhi neri. Improvvisamente mi accorgo che qui quasi tutti hanno gli occhi neri. Come fossero bruciati dall’interno.
Ma come fanno a ballare senza musica? Mi guardo in uno specchio. Io ho gli occhi rossi, come il marchio sulla mia mano. Ma la cosa più strana è che sto piangendo.
Ecco perché sono tutti così orribili. Sono consumati dal pianto.
– Perché piango? – chiedo al cafone di prima.
– Boh, io però piango di più.
Improvvisamente, la voce del dj: – Forza belli! Qui ci tocca ballare per tutta la vita!
– Perché? – chiedono in coro i corpi danzanti.
– Perché ormai avete perso! Perso tutto! Losed!
Anch’io ho perso? Non è possibile. Cosa ho perso? Dio mio, perché sono qui?
– Ehi! Quel tizio sta guardando il soffitto!
– Lascialo fare, non sa quel che si perde! – risponde il cafone.
Ma io sto guardando una finestra. LASSÙ c’è una finestra. Dio, aiutami ad arrampicarmi fino alla finestra! Che disgustosa notte di Halloween è mai questa?
Prendo una scala che brilla. Arrivo fin sopra. A quel punto qualcuno me la sposta, vuole farmi cadere.
– Balla! Balla! Balla!
Mi aggrappo alla finestra con tutte le mie forze. Non ce la faccio. Devo correre. Sto correndo a più non posso…
Che strano. Un’altra finestra. Questa però assomiglia di più al mio televisore. Sono seduto sul divano, a casa mia. Nella mia VERA casa.
Che schifezza sto guardando? Un programma che parla di mostri? No, io non credo nei mostri. Spengo la TV.
Attorno a me non c’è più nessuno. È come se non fosse successo niente. Non sento più neanche la musica. Quale musica? Non me lo chiedete. Non saprei rispondere. Mi guardo la mano e la scritta “Losed” è scomparsa.
– Grazie, amico. Ti ho seguito e hai salvato anche me. – È il cafone che sta sorseggiando una birra nel mio salotto.
– Anche il mio marchio è scomparso dopo che hai spento quel dannato programma. Stavo guardando lo stesso canale a casa mia. Non voglio vedere mai più queste scemenze. Credo che sia meglio provare con questo – prende il telecomando e imposta il primo canale. Poi apre la porta del salotto ed esce.
Sul primo canale stanno trasmettendo un messaggio del Vescovo. Ascolto le sue parole, e poi comprendo.
“Vivere nel peccato è come ballare. Ballare sì, ma senza musica.
La VERA musica, la melodia più dolce, proviene sempre da Dio. Quando vi accorgete che state ballando senza musica, vi sarà sufficiente invocarLo e le Sue note vi raggiungeranno immediatamente. Così salverete le vostre anime”.
Prima io ho invocato Dio e ho sentito una voce che mi diceva di spegnere quello stupido programma su Halloween.
Ma l’Halloween più assurdo ce lo creiamo noi stessi, con i nostri orrendi propositi. Non c’è bisogno di alcun documentario, i veri mostri siamo noi quando balliamo senza musica.
Liberami da questo libro!Maria Cristina Folino
Edizioni Il Pavone
Autunno 2010
ISBN: 9788896425268
Genere: Fantasy, Fiaba
Scheda Testo: Nell’antico villaggio di Loch non c’è più pace: il malvagio Rutantruono minaccia i suoi abitanti. La coraggiosa Castanora è decisa a scoprire il segreto della sua potenza, e in più un essere misterioso popola le pagine di questo libro… sarà compito del lettore liberarlo!
Alcuni negozi dove è disponibile il testo:
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