Giovedì 31 Marzo 2011 si è tenuta la chat con l’autrice Aura Conte nel nostro sito, vi riportiamo la trascrizione di un evento che ha integrato testo e video, ecco alcune delle domande sottoposte da parte di alcuni presenti, meno timidi.
[19:08] luisarnelos: Metodo di lavoro e genere letterario. Che cosa cambi? Per ogni genere hai un tuo modo di lavorare?
[19:08] auraconte: Si, ho un metodo diverso per ogni genere, poiché cambia ovviamente lo studio che faccio dietro ogni stesura di ciò che scrivo. I fantasy richiedono meno fatica per la storia, le fiabe non mi prendono molto tempo, i romanzi storici chiedono tanto tempo. Mi adeguo nei tempi ed a ciò che scrivo.
[19:09] luisarnelos: Prepari degli appunti, pianifichi molto? Ti capita che le cose cambiano durante il percorso? Come il destino di un personaggio?
[19:11] auraconte: Per gli appunti… non ho un metodo prefissato, per Purpureo, essendo la geografia e la storia il fulcro, ho dovuto segnare cartine e scalette storiche.
Quando mi siedo a scrivere i miei personaggi nascono dal nulla, non vi è nulla di predestinato, non vi sono eventi prefissati, non sono costruiti, specialmente quando nascono. Non sono tipo che crea a tavolino una storia, poiché la reputerei finta e forzata sia per me che per il lettore. Sarebbe tutto scontato. Io scrivo per scoprire, perché mi piace, come il lettore legge poiché vuole scoprire una storia, vita, perché gli piace.
[19:16] luisarnelos: Che cosa ti spaventa quando scrivi?
[19:17] auraconte: Mi spaventa di perdermi nella scena, molti scrittori perdono il “pugno di ferro” analitico che crea la storia distaccata dal sé, perché si perdono in parole o pensieri, pensando come il personaggio, o di essere il personaggio, cosa molto sbagliata, a mio parere.
[19:19] taccah: E come eviti, appunto, di perderti nella scena?
[19:20] auraconte: Prima di tutto evito di scrivere storie su di me, o in cui posso ritrovarmi nei personaggi, specialmente principali, così non mi attacco, diciamo così, troppo alle situazioni che narro.
[19:19] luisarnelos: Parli di un pdv onnisciente?
[19:22] auraconte: Riguardo al pdv onnisciente penso di si.
[19:20] donatellapavone: Aura, a che età hai cominciato?
[19:23] auraconte: Ho iniziato prima di saper scrivere, ovvero a 4 anni, dettavo ai miei amici e parenti le mie storie, già da piccola salpavo verso viaggi fantastici in oceani fatti di caramelle oppure correvo in paesi lontani.
[19:21] luisarnelos: Hai un metodo preciso di revisione?
[19:25] auraconte: la mia revisione, ammetto che è molto critica, taglio molto, i miei testi solitamente sono il doppio di pagine di ciò che sono al momento della pubblicazione, Re-Birth era 430 pagine alla fine è arrivato a 218.
[19:23] vitto40: Ormai è difficile creare storie che non sembrino “già viste, già sentite”. Come ricerchi la tua originalità?
[19:26] auraconte: La mia originalità non la cerco, più che altro lascio fruire i pensieri senza confini, oso.
[19:26] drawme_jd: Ma le che non hai pubblicato che fine hanno fatto?
[19:27] auraconte: Le storie che non ho pubblicato sono tutte raccolte in una pila di fogli alta circa 70 cm, e tanti cd, nella mia stanza. Non escludo di pubblicarle nel corso della mia vita, ma richiedono una grande revisione come Cassandra, che ammetto, vorrei far uscire.
[19:30] vitto40: I tuoi punti di riferimento rispetto ai vari generi?
[19:31] auraconte: Autori preferiti? sia come lettrice che come scrittrice. Mi piacciono molto i classici della letteratura, solitamente mi fermo ai primi del ’900. Poi c’è il vuoto, o comunque, pochi scrittori che mi piacciono, per il mio “tipo” di fantasy adoro Stocker e Rice, per le fiabe… I Grimm e J.K. Rowling, per il romanzo storico Manzoni ma anche Shakespeare e Dante a causa del loro modo di narrare le situazioni di vita ed i personaggi.
[19:38] maurodenti: Vorrei sapere se Aura è stata per così dire condizionata dalle sue letture precedenti per scrivere o ha iniziato un percorso ex novo?
[19:39] auraconte: Quando scrivo un libro oppure ho intenzione di farlo, per evitare influenze, non leggo di quel genere per tutto il tempo della stesura, ma anche prima. Scrivere per ricalcare qualcuno è come scrivere solo per dovere, cosa un po’ difficile da fare, se ti piace farlo.
[19:39] drawme_jd: “Le amiche della notte” è molto in sospeso?
[19:43] auraconte: “Le amiche della notte” mi piacerebbe riprenderlo, ma ho perso i contatti con alcune delle scrittrici, la mia novella è scritta e salvata, il mio contributo al testo è sempre pronto e disponibile, non escludo che il progetto venga ripreso, ma conciliare 9 teste è complicato. Era una novella sci-fi chiamata “Echo ed Ebe”.
[19:48] drawme_jd: Adesso stai lavorando a “Controvento” oppure al “Soffio della notte”?
[19:49] auraconte: In questi giorni sto lavorando maggiormente a Controvento, i lettori della saga di Purpureo odieranno la risposta.
[19:49] timelady: Credi che i tuoi lettori, quelli abituati al fantasy, apprezzeranno Controvento nonostante sia una cosa completamente differente?
[19:51] auraconte: Controvento è davvero molto differente dal mio genere base, anche lo stile, i personaggi, ovviamente la storia, che si basa su fatti reali accaduti, molto lontani dalla totale finzione fantasy. Probabilmente piacerà a pochi dei miei lettori fantasy.
[19:52] timelady: Pensi che Controvento, però, possa far avvicinare a te persone che non hanno mai letto niente di tuo e che potrebbero apprezzare gli altri tuoi testi?
[19:53] auraconte: Si, lo penso. Vedi, la realtà è che io amo leggere i fantasy, ma non piacciono a tutti, la maggior parte delle persone adulte, e non, che mi circondano prediligono altri generi, Controvento potrebbe essere apprezzato da molte più persone.
[19:53] drawme_jd: Se non sbaglio Controvento lo stavi scrivendo direttamente in inglese per il NANOWRIMO, lo stai continuando così o sei passata all’italiano?
[19:55] auraconte: Si, è stato scritto per il Nanowrimo. Momentaneamente sto revisionando le prime 250 pagine della versione italiana, di cui 150 sono già tradotte in inglese ed uscirà in entrambe le lingue. Traduzione fatta personalmente che ovviamente poi verrà corretta da professionisti.
[19:57] drawme_jd: Pensi di cercare un altro editore per la versione inglese, cioè di cercare qualcuno all’estero che te lo editi e lo distribuisca?
[19:58] auraconte: Non lo so, probabilmente cercherò di appoggiarmi a qualcuno all’estero per la distribuzione od un editore affiliato per acquisire e distribuire il testo.
[20:00] vitto40: Documentandoti per la stesura di un romanzo storico, ti sono venute in mente nuove idee?
[20:01] auraconte: Centinaia, adoro la storia, Controvento è ambientato qui in Sicilia, ma leggendo di storia e tanti avvenimenti, ho trovato molte scuse per scrivere romanzi per i prossimi anni.
[20:07] luisarnelos: Perché il titolo Controvento?
[20:08] auraconte: Il titolo è dovuto a Messina, per chi non lo sapesse, qui, il vento soffia tutto il tempo, anche d’estate c’è sempre una leggera presenza. La vita dei messinesi si struttura in base ad esso, se c’è maestrale si compiono determinate attività, se c’è scirocco per esempio tutto diventa più desertico, meno gente esce per le strade. Controvento è un unione poichè basandosi di un periodo di ribellione della popolazione ed essendo il vento parte integrante della città mi è sembrato un titolo adeguato.
[20:12] donatellapavone: Controvento è ambientato nella rivoluzione del ’600, svolta romantica?
[20:13] auraconte: Si, svolta romantica in uno dei periodi a me preferiti storici, ma anche svolta di genere e diciamo maturità, poichè mi avvio in qualcosa di più serio e per adulti. Adoro i fantasy ed affini, ma sto crescendo ed amo anche altro. Sentivo il bisogno di riportare nella scrittura alcuni miei interessi di vita.
[20:15] luisarnelos: Da quello che ho letto, sarebbe adatto ad essere sceneggiato…
[20:15] auraconte: Mi piacerebbe se Controvento venisse sceneggiato, anche se la ricostruzione storica degli ambienti potrebbe riuscire difficile, come lo è stata nella stesura, poichè le informazioni sono poche, diversi motivi, non solo dovuti alla perdita causata dagli eventi degli ultimi 400 anni ma anche poichè come citato nel testo, la corona spagnola, quando riprese il potere, sequestrò l’intera memoria storica della città, quindi anche le mappe.
[20:19] luisarnelos: La cesta di mele con la testa del cavallo rimane geniale!
[20:24] auraconte: La cesta di mele con la testa di cavallo, rappresenta molte cose, non solo parte della storia, ma anche una forma di spiegazione che certi atti intimidatori, dai richiami odierni, sono sempre accaduti.
[20:20] vitto40: Anche il terremoto deve aver cancellato buona parte delle locazioni…
[20:20] auraconte: Si, ammetto che il problema principale di Controvento come scrittrice sta in questo. Ho dovuto compiere molti studi e ricerche non solo online ma anche su dispense universitarie poiché è stato perso moltissimo a causa di ciò a cui è stata esposta la città, eventi naturali ma anche guerre.
[20:22] luisarnelos: Problematico ma anche più affascinante. Una bella sfida, insomma.
[20:23] auraconte: Il problema è che volevo “follemente” scriverlo in un mese ed in doppia lingua, forse troppo complicato come libro per un contest online.
[20:25] simonascravaglieri: Ma l’idea parte da una storia che viene in mente… o viene da per esempio per l’interesse per il periodo?
[20:26] auraconte: Quando scrivo nasce tutto per caso, in realtà, non ho mai capito cosa mi dia l’input, ma quando accade necessito di molte penne e tanti fogli. Controvento però è nato per interesse per il periodo.
[20:28] vitto40: Fisicamente prima la penna e poi la tastiera?
[20:28] auraconte: Dipende, la scaletta a penna, le idee a penna, ma poi tutto sulla tastiera perché posso integrare mappe e foto. Molti non si rendono conto che dietro un romanzo c’è tanto studio, poiché non si può narrare di un luogo senza conoscere esattamente ove si trovi, perché se un personaggio si sposta, ha dei tempi, come nella vita, non si può farlo materializzare, ogni strada ha delle tonalità personali, bisogna conoscere anche le crepe sul muro.
[20:32] luisarnelos: Sono d’accordo. Hai le idee molto chiare.
[20:32] auraconte: Ho le idee molto chiare perché scrivo per passione e tanto. Però, se vi è tanto lavoro e studio per le ambientazioni od i tempi, per personaggi e storia di essi, nel suo sviluppo, personalmente penso che non bisogna conoscere. Io non scrivo mai ciò che conosco, o di me, ma utilizzo spesso luoghi che ho visitato. Idee chiare relative, il bello dello scrivere è anche vedere dove arrivi con l’immaginazione.
[20:35] simonascravaglieri: Aura, in un romanzo che ho letto, in una ipotetica intervista ad uno scrittore alla domanda “perché lei scrive?” il protagonista risponde “perché le storie non mi stanno piu’ dentro!”. secondo te è una frase che potrebbe rappresentarti?
[20:37] auraconte: Si, in parte si, molto spesso cerco di non scrivere alcune storie o trame perché penso di “scrivere” troppo, ma poi lo faccio. Altre volte però non voglio scrivere alcune storie perché sono gelosa di esse, né voglio farle pubblicare o condividere anche se solo con gli amici. Parte di esse sono nella pila da 70cm che citavo ore fa.
[20:38] donatellapavone: Aura quale è la differenza tra uno storico e uno scrittore?
[20:40] auraconte: Lo scrittore può raccontare fatti anche non reali in un contesto storico, come ha fatto Manzoni, ma lo storico, anche se molto spesso influenzato da idee personali, dovrebbe solo attenersi ai fatti.
[20:40] maurodenti: Scrivere per te è catarsi o condivisione?
[20:42] auraconte: Catarsi, non ci sono dubbi ^^.
[20:43] donatellapavone: Cosa pensi dell’innamoramento di un libro?
[20:45] auraconte: Dipende da cosa c’è scritto nel libro. Penso che un libro deve lasciarti qualcosa dentro, e per farlo, non per forza ti devi innamorare alla follia di esso, però per attaccarti deve esserci qualcosa di tuo, da lettrice. Da scrittrice capita di innamorarsi dei propri libri, ma non so se è bene od un male, a livello professionale, probabilmente male. Però per essere scrittori di un libro che si vuol fare amare, bisogna dare, in emozioni, molto.
[20:52] luisarnelos: A volte quando si scrive ci si taglia. A me succede molto spesso.
[20:55] auraconte: Se si perde il distacco e ci s’immedesima troppo, ci si taglia.
[20:56] simonascravaglieri: il mondo fantasy è quello che più’ si avvicina come ricerche alla scrittura prettamente storica? nel senso, mi sembra di capire, che per far sì che una storia “regga” bisogna avere ben presente periodi storici, a volte anche teorie filosofiche e fisiche nonché anche delle motivazioni ben salde, perché in fondo sembra sempre che la storia sia mossa da una morale finale?
[20:58] auraconte: Si. Prima di tutto se scrivi romanzi storici, c’è della fantasia in essi, c’è una morale finale spesso influenzata dagli eventi della vita a cui vengono sottoposti i personaggi come nei fantasy e c’è un forte climax. Quindi penso che la possibile linea di congiunzione tra i due generi sia molto forte.
[21:01] luisarnelos: Controvento potrebbe essere disponibile in due lingue, come ti sembra il suono straniero e come lo immagini letto da uno straniero?
[21:02] auraconte: Si, sarà disponibile sia in italiano che in inglese. Controvento sarà il mio primo lavoro tradotto e distribuito ufficialmente in lingua inglese, ammetto che ho letto alcune parti ad alta voce ed è come se sia più realistico, come una cornice che si apre su un mondo maggiormente lontano e storico.
[21:09] erikagobetti: Quando esce “Il soffio della notte”? Sono ansiosa di leggerlo..
[21:10] auraconte: Il soffio della notte esce quest’anno, ve lo prometto, il problema è che se per Controvento è stato complesso il processo di studio storico, per ISDN è stato complicato quello psicologico all’interno delle menti di alcuni dei personaggi.
[21:17] wildwolf1980: Hai in mente di scrivere una sceneggiatura per un film?
[21:18] auraconte: Sceneggiatura… si, ne ho scritte anche in passato, ma solo per pochi, mi piacerebbe scrivere qualcosina, probabilmente teatrale più che per un film.
[21:24] ranyuu: Sul tuo sito ho letto che stai lavorando a “Il Cammino degli angeli” ci puoi anticipare qualcosa?
[21:26] auraconte: Il cammino degli angeli è un fantasy…. ho scritto molto poco di esso, in realtà ne ho discusso solo con una persona della trama, è ambientato a Chicago… spero di potermi concentrare su di esso appena finisco Controvento. Non so dove mi porterà questo testo anche se i personaggi principali hanno già un percorso che vorrei seguissero.
[21:31] sschifani: Leggendo cosa, o chi, è nata in te l’esigenza di scrivere?
[21:32] auraconte: Non lo so, non ho iniziato a raccontare storie influenzata dalla lettura poiché ho iniziato a farlo sin da piccola, io volevo fare la scrittrice già a tre anni, non vedevo alternative nel mio futuro. A volte prendevo le mie amiche le sedevo su un divano e gli raccontavo storie fantastiche, altre volte le dettavo per non perderle ed ho quaderni pieni con la mia scrittura di quando avevo, 6 anni, con canzoni e racconti, trame di storie da me raccontate o scritte.
[21:31] ranyuu: Come mai hai scelto, dopo due fantasy, di cimentarti in un romanzo storico?
[21:35] auraconte: Ho deciso questo cambio di genere perché in parte ho sempre amato la storia in parte perché volevo cambiare, in parte perché sono io che son cresciuta.
[21:37] sschifani: Quanto è difficile muoversi nel mondo dell’editoria per un’autrice giovane e che non scrive come Moccia?
[21:38] auraconte: E’ molto difficile specialmente per le vendite, prima di tutto in Italia se scrivi fantasy non sei molto valutato, poiché se italiano non vieni preso sul serio, e non capisco come mai, Moccia, da cui sono molto felice di distaccarmi in genere e contenuti, rappresenta purtroppo uno stile che vende e piace qui. Anche se pochi ammettono di leggerlo. Ed essendo tanto differente da… vi sono delle difficoltà. Sia per l’età che per il genere.
[21:43] sschifani: Io ho una discreta passione per King, Poe e simili.. temo che vi sia anche una preclusione per il genere, non considerato letteratura di livello, indipendentemente dalla qualità che esprime o dal talento degli autori…
[21:44] auraconte: Io adoro King e sono nata come lui il 21 Settembre, Poe per me è un genio… quindi capisco che vi è una sorta di sottovalutazione.
[21:44] ranyuu: C’è qualche scrittore in particolare a cui ti ispiri?
[21:46] auraconte: Mi ispiro a pochi, dipende dal genere, Stocker, Verne, Rowling per i fantasy. Manzoni, Dante, Shakespeare, Omero, Virgilio per la storia. Per la parte horror, King, è decisamente colui che mi ha influenzato di più. Stocker ovviamente a causa di Dracula.
[21:48] ranyuu: Se dovessi essere costretta a scegliere solamente un libro da poter leggere per sempre…
[21:50] auraconte: Shakespeare sicuramente ma mi trovo indecisa tra il Re Lear e Sogno di una notte di mezza estate. Il primo perché mi piace la figura del Re, il secondo è perché se devo leggere solo un libro per sempre, allora deve rilassarmi e farmi sognare.
[21:51] ranyuu: Hai qualche rituale prima di iniziare a scrivere?
[21:52] auraconte: Diciamo di si… prima di scrivere devo sedermi in un determinato modo, comodo, mettere le cuffie, ma soprattutto legarmi i capelli attorcigliandoli, se li lego in altro modo non riesco a scrivere. lol… molto femminile. ultimamente si è aggiunta la tazza da tè. Sono inequivocabilmente molto femminile, anche quando non mi piace esserlo.
[21:54] sschifani: Pensi di organizzare dei reading pubblici?
[21:55] auraconte: A Messina? Penso che per Controvento ci saranno diverse iniziative, ne abbiamo già discusso con la casa editrice su cosa fare, essendo ambientato in città.
[22:08] vitto40: Hai deciso in quante parti dividerai la saga (di Purpureo)?
[22:08] auraconte: 3 o 5. A mio parere la saga sarebbe perfetta e con senso logico in 5 libri così da non sommare tante cose insieme. Per chi ha letto Re-birth noterà i tanti eventi, che magari in una saga normale accadono in 3 libri.
[22:25] drawme_jd: Strawberry Fields… a quando il seguito?
[22:26] auraconte: Il seguito di Strawberry Fields mi sta particolarmente a cuore, si chiama “La foresta delle maschere” ed uscirà quest’estate. C’è un gran bel colpo di scena.
[22:27] drawme_jd: Sarà l’ultimo o ci saranno altre parti della storia?
[22:27] auraconte: Mi piace scrivere Strawberry Fields, come fiaba, e dividerla in tante parti, mi rilassa quindi sin quando avrò nuove idee su le vicende dei personaggi andrò avanti, non è una vera e propria saga ma una raccolta di fiabe, quindi, continuerà per molto tempo, è divertente scriverla.











Davvero una magnifica chat! A livello della scrittrice Aura “dai capelli legati”!
Ciao e sempre in gamba!
Luigi
p.s.
La descrizione che hai fatto sul vento di Messina è straordinaria e molto interessante.